È Daniele Faggi, l’imprenditore tessile di Montemurlo (Prato) condannato per la morte sul lavoro della giovane operaia Luana D’Orazio, il ciclista morto nella mattina di domenica 19 luglio a Massarosa (Lucca) dopo l’impatto con un’auto.
Daniele Faggi travolto e ucciso mentre è in bici
Faggi si trovava in vacanza in Versilia e stava percorrendo in bicicletta un tratto di via Montramito, strada che collega Massarosa e Viareggio. C’è stato l’impatto con una Fiat Panda guidata da una donna di 59 anni, operatrice socio-sanitaria dell’ospedale Versilia, ed è deceduto sul colpo nonostante indossasse il casco da ciclista. La dinamica dell’incidente è ancora in fase di accertamento. Gli agenti stanno acquisendo le immagini delle telecamere presenti nella zona e raccogliendo le testimonianze dei presenti. La Procura della Repubblica di Lucca ha aperto un fascicolo per omicidio stradale.
Chi era Daniele Faggi
Daniele Faggi era conosciuto anche per il suo coinvolgimento nel procedimento giudiziario seguito alla morte di Luana D’Orazio, la giovane operaia di 22 anni morta il 3 maggio 2021 nell’azienda tessile di Oste, frazione di Montemurlo, dopo essere rimasta intrappolata in un orditoio.
Faggi era il titolare di fatto dell’Orditura Luana, intestata alla moglie Luana Coppini. Formalmente dipendente dell’azienda, secondo quanto emerso dalle indagini era lui a occuparsi della gestione della struttura. Nell’inchiesta sulla morte della giovane lavoratrice venne indagato insieme alla moglie per omicidio colposo e per la rimozione dolosa dei dispositivi di sicurezza del macchinario.
Il procedimento si è concluso con il patteggiamento: Faggi ha ottenuto una condanna a un anno e sei mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena, mentre la moglie è stata condannata a due anni, anche in questo caso con pena sospesa. La vicenda aveva avuto grande risonanza nazionale e aveva aperto un ampio dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel processo è stato coinvolto anche un manutentore, Mario Cusimano, accusato di aver modificato il macchinario, ma successivamente assolto con formula piena.
