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Scuola, Meloni risponde a Mattarella: "Da ministro faceva circolari per limitare numero stranieri in classe"

SCUOLA, MELONI RISPONDE A MATTARELLA: “DA MINISTRO FACEVA CIRCOLARI PER LIMITARE NUMERO STRANIERI IN CLASSE”

Giorgia Meloni ha risposto al presidente della Repubblica, che ieri aveva detto che la scuola non deve formare “ghetti”. Meloni ha detto che Mattarella non intendeva criticare il governo, e ha ricordato una circolare del 1990 in cui proprio Mattarella, da ministro, “invitava a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe”. Dura reazione delle opposizioni, Schlein: “Mancanza di senso dello Stato”. Botta e risposta, o quasi, tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Domenica, Meloni aveva annunciato un decreto che metterà un tetto al numero di studenti stranieri in ogni classe (massimo il 30%). Lunedì, inaugurando l’anno scolastico ad Amatrice, il capo dello Stato ha ricordato che la scuola “è aperta a tutti” e aiuta a “non formare ghetti, non alzare barriere”. Oggi la premier, chiamata a commentare, ha detto che non si trattava di una critica al suo governo, e ha anche ricordato che da ministro dell’Istruzione Mattarella emanò una circolare in cui si invitava a distribuire gli studenti stranieri tra le classi.

MELONI SI DIFENDE: “MATTARELLA NON HA CRITICATO IL NOSTRO DECRETO”

Per prassi consolidata, il presidente della Repubblica non interviene mai apertamente nelle questioni di governo, e tantomeno nelle polemiche politiche del momento. Tuttavia, più di un osservatore ha fatto notare che le sue parole sulla scuola sono sembrate un messaggio all’esecutivo di Giorgia Meloni . La presidente del Consiglio però, ospite della puntata di Cinque minuti in onda questa sera su Rai 1, ha detto di non essere d’accordo.

“Il presidente della Repubblica, per l’appunto, dice che la scuola deve non creare ghetti. Ora, il ghetto è chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua. Questo è il ghetto”. Mentre, ha continuato Meloni, “creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire un ghetto”.

Leggi anche Studenti stranieri: la circolare del 1990 di Mattarella e la proposta di Meloni sono due cose molto diverse E ancora: “Il presidente della Repubblica parla di superare le incomunicabilità e qual è la base per superare l’incomunicabilità? La lingua. Tant’è che noi parliamo, appunto, di una migliore distribuzione dei ragazzi stranieri che non parlano la nostra lingua”. Secondo la premier, insomma, il discorso di Mattarella sarebbe stato perfettamente in linea con le posizioni del governo.

LA CIRCOLARE DI MATTARELLA QUANDO ERA MINISTRO SUGLI STUDENTI STRANIERI IN CLASSE

Meloni, come per giustificare la propria lettura dei fatti, ha anche messo in mezzo una circolare ministeriale di oltre 35 anni fa. Un documento che fu emanato proprio da Sergio Mattarella, quando era ministro dell’Istruzione nel sesto governo Andreotti.

“Il presidente della Repubblica, quando era ministro dell’Istruzione, redigeva circolari che, più o meno anche lì invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe, ma perché è una misura di buon senso. E io quindi, mi pare che sia giusto, buon senso”, ha detto Meloni.

Il riferimento è in particolare alla circolare numero 205 del 1990, emanata il 26 luglio. Era un periodo storico completamente diverso, in cui l’Italia stava iniziando a confrontarsi con un graduale aumento dell’immigrazione. Quell’anno fu varata anche la legge Martelli, che introdusse una sanatoria per 200mila persone (provenienti in gran parte dal Nord Africa) e per la prima volta introdusse l’idea di programmare i flussi in ingresso. Pochi mesi dopo avrebbe avuto il via uno dei primi fenomeni migratori di massa verso l’Italia, dall’Albania alle prese con la fine del regime comunista.

Per rendersi conto di quanto fosse diversa la situazione, basta leggere la circolare: “Delle scuole che hanno segnalato la presenza di alunni stranieri, la stragrande maggioranza ne accoglie uno o due. Le scuole frequentate da un numero di alunni stranieri superiore a 20 sono relativamente poche o quasi sempre concentrate in alcune grandi città”. Quel documento aveva come oggetto “La scuola dell’obbligo e gli alunni stranieri. L’educazione interculturale”, e andava a completare una precedente circolare, dell’8 settembre 1989, sull’inserimento degli stranieri nella scuola dell’obbligo. Il ministro Mattarella diede alcune indicazioni per l’anno scolastico successivo.

Tra le varie iniziative, per la maggior parte tese a venire incontro alle famiglie straniere, c’erano anche alcune indicazioni sulla formazione delle classi. Si invitava, per esempio, a raggruppare “alunni dello stesso gruppo linguistico che, comunque, non devono superare il numero di cinque per ogni classe”; e “ripartire gli alunni stranieri in ragione di qualche unità soltanto per classe, al fine di agevolarne la naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani”. Questo è il passaggio di cui parla Meloni, anche se, come detto, si trattava di un contesto storico del tutto diverso e i contenuti della circolare andavano oltre questo tema.

OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO, SCHLEIN: “TOTALE MANCANZA DI SENSO DELLO STATO”

Non si è fatta attendere la reazione delle opposizioni, dopo le parole di Meloni. La segretaria del Pd Elly Schlein è intervenuta direttamente, attaccando: “Tirare per la giacca il presidente della Repubblica Sergio Mattarella cercando di trascinarlo, come ha fatto Giorgia Meloni, sulla polemica strumentale del giorno è segno evidente di una totale mancanza di senso dello Stato e costituisce una provocazione diretta alla più alta carica dello Stato. Una cosa di cui l’Italia non ha assolutamente bisogno”. Sempre dal Pd, la capogruppo alla Camera Chiara Braga ha rincarato la dose: “Non consentiremo al governo di usare la scuola italiana per un’inaccettabile guerra ideologica alla rincorsa della peggiore destra europea”.

Per il Movimento 5 stelle è intervenuto il capogruppo al Senato Luca Pirondini: “Delle due, l’una. O Giorgia Meloni non ha capito le parole di Sergio Mattarella sulla sua proposta sconclusionata ed inattuabile del tetto agli stranieri nelle scuole, oppure sta manipolando a suo favore le parole del presidente della Repubblica. In entrambi i casi siamo davanti a una presidente del Consiglio fuori controllo che non si fa scrupolo di fare propaganda sulla pelle della scuola pubblica e attaccare il Quirinale con una sola mossa”. I mesi che ci separano dalle elezioni, ha concluso Pirondini, saranno “lunghissimi e, davanti alle sparate di Meloni, molto penosi per gli italiani”.

Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa verde e deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, ha usato toni altrettanto duri: “Giorgia Meloni ormai non ha più limiti. Per giustificare la sua propaganda sul tetto agli studenti stranieri, tira in ballo persino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella”. I “veri problemi della scuola pubblica italiana”, ha aggiunto Bonelli, “non sono il burqa o gli studenti stranieri. Il problema sono gli oltre 320mila precari, gli edifici scolastici fatiscenti e i tanti bambini e ragazzi con disabilità che ancora non ricevono un’assistenza adeguata”.

VANNACCI BRUCIATO SUL TEMPO DA MELONI, ANCHE LUI RICORDA LE CIRCOLARI DI MATTARELLA

In serata è arrivato anche l’intervento di Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, con un video sui social. Il messaggio registrato fa riferimento alla stessa questione citata da Meloni: “La sinistra sta usando le parole del Presidente Mattarella per attaccare il tetto agli alunni stranieri nelle scuole. Peccato che nel luglio del 1990 Mattarella, allora ministro per la Pubblica Istruzione, sosteneva la necessità di ‘ripartire gli alunni stranieri in ragione di qualche unità soltanto per classe, al fine di agevolarne la naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani'”, ha scritto il generale ex leghista.

Il video è stato pubblicato poco dopo che le parole della presidente del Consiglio hanno preso a circolare sui giornali e attirare le reazioni dei partiti di opposizione. Non è chiaro se fosse stato pre-registrato e il generale abbia deciso di pubblicarlo in fretta per evitare di essere ‘bruciato’ dall’uscita di Meloni.

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