I numeri dicono che dopo 4 anni di governo Meloni nel Paese la destra è ancora maggioritaria. Ma la premier ha i suoi problemi: neutralizzare Futuro Nazionale con l’appello al voto utile non sembra più un’opzione percorribile
l campo largo è in vantaggio, eppure nel Paese la destra resta maggioritaria. È questo a grandi linee il quadro che emerge dagli ultimi sondaggi. Secondo la rilevazione di Swg per La7, la coalizione con FdI, Lega, Forza Italia e Noi Moderati si attesta al 41,1%, in calo dello 0,2; laddove lo schieramento di centrosinistra è al 44,3%. Queste nel dettaglio le percentuali:
Centrosinistra
Partito Democratico: 21,1% (-0,2%)
Movimento 5 Stelle: 13,1% (+0,2%)
Verdi e Sinistra: 6,4% (stabile)
Italia Viva: 2,5% (stabile)
+Europa: 1,2% (-0,1)
Centrodestra
Fratelli d’Italia: 26,9% (-0,2)
Forza Italia: 7,7% (stabile)
Lega: 5,5% (+0,1)
Noi Moderati: 1,0% (-0,1%)
Il rebus di Meloni
Quanti agli partiti, Azione si attesta al 3,4% (-0,1%), mentre Futuro Nazionale guadagna un altro 0,4% e sale al 6,7%, superando Avs e mettendo nel mirino Forza Italia. Un altro segnale che il progetto di Vannacci non è un fuoco di paglia e sperare di “neutralizzarlo” con l’appello al voto utile sembra ormai una pia illusione.
Meloni è di fronte a un bivio: provare a coinvolgere Futuro Nazionale scendendo a patti con Vannacci o andare avanti per la propria strada puntando al premio di maggioranza. Va da sé che senza l’apporto di voti garantiti da Fn, superare la coalizione di centro-sinistra non si prospetta come un’impresa facile; allo stesso tempo la presenza di Vannacci e futuristi assortiti rischia di spaventare gli elettori moderati. Un rebus di difficile soluzione.
La destra resta comunque molto forte
Rebus però non scalfisce un dato che emerge in maniera piuttosto evidente: dopo 4 anni di governo Meloni, piaccia o non piaccia, l’Italia non sta affatto virando a sinistra. A dirlo sono i numeri: se alla percentuale raccolta dalla coalizione di centrodestra sommiamo anche il 6,7% di Fn, arriviamo al 47,8% dei voti, il 3,5% in più di quelli raccolti dal campo largo. Certo, da qui a dire che un’alleanza con Vannacci regalerebbe la vittoria a Meloni ne passa. Il consenso elettorale si fonda anche su alchimie, alleanze e programmi. Insomma, non è detto che con Vannacci in campo il centrodestra riesca a sbaragliare gli avversari.
Il sondaggio Emg e il campanello d’allarme per il campo largo
Indicazioni analoghe arrivano anche dal sondaggio Emg che vede il centrosinistra al 43,7% e la coalizione della premier al 42,2%, con Futuro Nazionale che viene stimato al 7,3%. Il 49,5% degli italiani dunque si dice disposto a votare per un partito di centrodestra. E se è vero che la politica non si fa con la calcolatrice, nel campo largo dovrebbe comunque scattare un campanello d’allarme.
Le percentuali del sondaggio Emg
Centrosinistra
Partito Democratico 20,9%
Movimento 5 Stelle 12,7%
Alleanza Verdi-Sinistra Italiana 6,0%
Italia Viva 2,6%
+Europa 1,5%
Totale csx 43,7%
Centrodestra
Fratelli d’Italia 24,6%
Forza Italia 8,4%
Lega 7,5%
Noi moderati 1,7%
Totale cdx 42,2%
Altri partiti
Futuro Nazionale 7,3%
Azione 2,6%
Partito Liberal Democratico 1,8%
